ho aperto con google sites un nuovo sito.
credo che ci scriverò solo le mie prove informatiche..
vedremo..
lo potete raggiungere dalla linguetta EbTech qui sopra.
ah! cmq si, sono vivo.anche se mi sto dissanguando per mettermi a posto casa...
altro che alitalia...
Bacini
Etichette: internet

Finalmente da circa un 'oretta sono in ferie...
e domani mattina si parte!!!
destinazione: Cracovia!
bene..
ora ho la bellezza di circa 8 ore per(in ordine sparso e casuale):
1) dormire
2) fare la valigia
3) sentirmi le raccomandazioni dei miei
4) andare a bere un caffe dai genitori di Laura e sentirmi le loro raccomandazioni
5) dimenticarmi di mettere in valigia qualcosa
6)sentirsi dare del pirla dalla mamma per esserselo dimeticato
7) lavarmi
8)cercare inutilmente la carta di identita per il volo
9) sentirsi dare del pirla dalla mamma per averla persa
10)sentirsi dare del pirla dalla Laura che SA(non si sa bene come) dove è riposta Esattamente la mia carta di identità...
11) vari ed eventuali altri insulti a casaccio
A posto così..
ci sentiamo tra una settimana
Bacini
S.
Etichette: ferie

ho comprato su ebay un giocattolo nuovo NSLU2.
CIOE???
quello qui a fianco...
praticamente è un NAS ma con un asso nella manica... è basato su linux e quindi ... è modficabile!!
detto fatto ho googolato un pò e ho trovato un sacco di cose su questo aggeggio.
per farla breve può essere trasformato un mini server a bassissimo consumo..
utile per che cosa?
per fare quakche esempio:
- sever ftp: per avere a portato di mano i miei file quando non sono a casa
- file server: avendo a casa 5 pc su 4 persone(okok 3 sono miei... ma questo è un altro discorso) è comodo come server di rete per noi a casa
- emule client: sempre acceso con i consumi di una lampadina...uhmmm.. questo si che è interessante...
appena arriva ci gioco e poi posto i risultati del mio hack
bacini
Etichette: howto, internet, linux, opensource
Sono andato al ROTOTOM SUNSPLASH
Sinceramente pensavo fosse molto peggio gestito e invece...
okok ossigeno e azoto non sono le componenti principali dell'aria della zona...però...
Bello cmq, anche perchè se ti piace giocolare è il paradiso in terra (devil, diablo, boomy palline, poi, etcetc)..
l'anno prossimo ci torno di sicuro
Bacini
Che sfiga di merda...
ieri andando a lavoro mi hanno centrato..
risultato?
collare, 14 giorni di prognosi e Punto da buttare...
(costa + ripararla che comprarne un'altra...3/4 mila euro... su 2/2,5 di valore della macchina..)
che palllllleeeeeeeeeeeeeeeeee...
meno male che viaggio sempre con la cintura..
bacini...
Etichette: sfiga
Come si può notare ho dato una rispolverata al look del BOX..
aspetto commenti
Bacini
S.
questo è il video + visto della storia delle Rete..
lui è un fuori di testa
siamo noi internauti ad essere dei pirla a vedere una cosa del genere..
Etichette: funny
Per procedere a detto esperimento sono necessari:
· un gatto
· una fetta di pane
· burro q.b.
· colla q.b.
· un tappeto (meglio se prezioso)
· una scala
Procedere come segue.
Imburrare la fetta di pane (il dorarla in precedenza non è cosa necessaria ai fini dell'esperimento ma certo la renderà più gustosa sia da un punto di vista visivo che olfattivo. È comunque facoltativo e a gusto personale dello sperimentatore).
Attaccare la fetta di pane alla schiena del gatto, con la parte non imburrata a contatto del pelo. Questa operazione comporterà diversi tentativi prima di riuscire a buon fine poiché il gatto è animale di natura schiva e sospettosa e renderà ardua la sua cattura e immobilizzazione (a seguito di numerosi test è emerso che in casi particolarmente gravi è consigliato l'uso di una ciabatta ben assestata sul cranio del felino reticente).
Assicurarsi che la fetta di pane aderisca perfettamente alla schiena del gatto utilizzando tanta colla quanto abbisogna (a questo punto del procedimento gli ecologisti già staranno lanciando pietre alle finestre inneggiando slogan animalisti, ma non bisogna farsi prendere dal panico: il vero scienziato non demorde. Egli SA che la scienza è al di sopra di queste piccole beghe di sparuti gruppi di ignoranti: EGLI pensa al bene dell'umanità intera!)
1. Adagiare il tappeto per terra e posizionarvi accanto la scala.
2. Salire sulla scala portando seco il gatto.
3. Arrivati all'ultimo piolo voltarsi verso il tappeto, tracciare mentalemente la perpendicolare dal centro del tappeto e su quella retta immaginaria lasciar cadere il gatto verso il tappeto.
La sicura riuscita dell'esperimento si basa su due fondamentali e universali assiomi:
1. un gatto cade sempre in piedi
2. una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro
Date queste premesse si vedrà il gatto volare verso il tappeto protendendo le zampe e quasi contemporaneamente lo si vedrà girarsi sino a che sarà la fetta di pane col burro protendere verso il tappeto. Si produrrà insomma, in un moto continuo e imperituro, una successione di
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
... e così via.
Collegando opportunamente ai soggetti (gatto e pane/burro) carrucole, pulegge, ruote e quant'altro si renda necessario, si potrà convogliare questa incredibile energia per quasi qualsiasi cosa (si ricorda che difficilmente potrà essere utilizzata per scopi marittimi poiché nel soggetto felino a contatto con l'acqua entra in gioco un'ulteriore assioma in netto contrasto con i precedenti: "il gatto rifugge l'acqua".)
Questa fonte di energia, questa eterna dinamo naturale, economica, ecologica e al contempo tecnologicamente avanzata senza però perdere di vista la semplicità della quotidiana vita, è sicuramente la risposta a tanti problemi dell'umanità.
ho scoperto questo servizio gratuito per la condivisione dei file di testo..
puo' convertire un bel po0 di formati(pdf doc e altri)
carino..
cmq questa è solo una prova
B2R2 (Basic Boot Rules Revealed) ovvero QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE SULL'AVVIO DELLA VOSTRA MACCHINA INDICE: 1. PRIMA DI INIZIARE 1. INTRODUZIONE 2. REQUISITI 3. CHANGELOG 2. BREVE RIASSUNTO DEL NORMALE PROCESSO DI BOOT 3. INIZIAMO A PERSONALIZZARE 1. KERNEL 2. /ETC/INITTAB 3. I SERVIZI DA ATTIVARE AL BOOT 4. GRUB 5. UTILIZZARE GRUB E I SERVIZI PER CREARE UN BOOT PERSONALIZZATO APPENDICE A: ○ esempio di /etc/inittab ○ esempio di /boot/grub/menu.lst 1) PRIMA DI INIZIARE 1) INTRODUZIONE Questo articolo tenterà di illustrare rapidamente il boot di Linux e di fornire alcune indicazioni su come sia possibile velocizzare o personalizzare tale processo. Per tutto l'articolo farò riferimento a DEBIAN, sia per la perfetta aderenza agli standard, sia perché è la distribuzione che utilizzo io. ;-) 2) REQUISITI Requisiti necessari per questo tutorial: 1. Una distro che utilizzi il sistema di avvio SysV-Init. Praticamente quasi tutte, ad eccezione di Slackware e derivate [coming soon...] 2. Una minima conoscenza del sistema di avvio della tua LinuxBox. Puoi trovare dell'ottima documentazione in giro per la rete. Qui ne puoi trovare una. 3. Tanta pazienza e voglia di provare e riprovare. 4. La foto di una ragazza carina da mandare all'autore. ;-) 3) CHANGELOG [31-03-2006] VERSIONE 1.0 2) BREVE RIASSUNTO DEL NORMALE PROCESSO DI BOOT Appena il PC viene avviato, GRUB ci presenta le opzioni disponibili, si carica il kernel scelto e la sua immagine di initrd, per passare poi alla partenza del padre di tutti i processi (/sbin/init), che esegue i file /etc/rc.d/rc.sysinit e, se presente, /etc/rc.d/rc.serial. Fino a questo momento il sistema è, praticamente, inutilizzabile, essendo composto solo dal kernel e da init, che ha, grazie ai 2 files sopracitati, controllato la consistenza del filesystem, attivato lo spazio di swap, sincronizzato l'orologio di sistema e creato l'albero dei percorsi. Successivamente, init legge il file di configurazione /etc/inittab che si occupa, tra le altre cose di definire il runlevel di default. /sbin/init passa poi ad eseguire i links simbolici presenti in /etc/rcS.d, cioè quei servizi che vengono inizializzati ad ogni avvio del sistema, indipendentemente dal runlevel scelto. Eseguiti i “compiti” trovati in /etc/rcS.d, init passa ad eseguire gli script presenti in /etc/rcX.d, dove con X si intende il runlevel scelto. Terminata questa fase il processo di boot si può considerare completato e la vostra Linux-Box è pronta all'uso. 3) INIZIAMO A PERSONALIZZARE Fino a che init non arriva a leggere /etc/inittab le possibili personalizzazioni per la fase di avvio sono limitate alla sola configurazione di GRUB e delle sue opzioni. Ma dopo questo punto saranno solo le vostre necessità e il vostro ingegno a porvi un limite! 1) KERNEL La prima cosa da fare per ottenere un avvio più veloce della vostra macchina è la ricompilazione del kernel. Oggigiorno le distro tendono a presentarsi con kernel con parecchie opzioni attivate, in modo tale da poter girare sulle macchine più disparate; questo è senza dubbio un bene in fase di installazione ( ci evita di dover inserire manualmente i moduli che ci interessano), ma diventa un fardello da portarsi dietro ad ogni accensione della macchina. Alcuni esempi pratici: SCSI subsystem: una opzione da non segnare se non si posseggono dischi o altro hardware SCSI. Nella nuova serie 2.6.X è stata anche superato lo scoglio della masterizzazione, che nella serie 2.4.X richiedeva l'opzione ide-scsi attivata per poter funzionare. Processor type and features: In questa sezione non vengono marcati i flag per le ottimizzazioni specifiche del processore. Vi consiglio di farlo, in modo tale da poter sfruttare tutte le potenzialità della vostra CPU. CPU Frequency scaling: Se non possedete una CPU che possa beneficiarne (INTEL SpeedStep e AMD PowerNow! ) disattivate questa opzione. (PCMCIA/CardBus) support: Se non si hanno periferiche PCMCIA, normalmente presenti solo nei portatili, si ometta questa opzione. Token Ring devices: Una tipologia di rete sviluppata inizialmente da IBM. Difficilmente ne vedrete mai una. Disattivatela. ISDN subsystem: Anche questa sezione, se non utilizzate una connessione ISDN, può essere tranquillamente non marcata. Watchdog Cards: Un sistema programmabile, di solito hardware, per controllare che la CPU non entri in loop (deadlock); se ciò accade, il watchdog prende i provvedimenti necessari per uscirne. È molto difficile che un utente medio ne incontri uno. Disattivatelo. Video For Linux: Se non avete necessità di acquisizioni audio-video sulla vostra macchina, disabilitate tranquillamente questa opzione Insomma, queste sono solo alcune indicazioni su come configurare un kernel più snello e prestante, ma ognuno è libero di utilizzare le opzioni necessarie alla propria macchina. 2) /ETC/INITTAB Nell'Appendice A, potete trovare un esempio del file di configurazione. In /etc/inittab viene, come già detto, definito il runlevel di avvio predefinito. Per modificarlo, portatevi alla riga: id:2:initdefault: e cambiate il numero 2 con quello del runlevel di vostra scelta. ATTENZIONE!!: non scegliete 0 ( => spegnimento) o 6 ( => riavvio) come runlevel predefinito, pena l'inutilizzabilità della macchina. Inoltre possiamo lavorare sul numero di console aperte al momento del boot; più esattamente portiamoci alle righe: 1:2345:respawn:/sbin/getty 38400 tty1 2:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty2 3:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty3 4:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty4 5:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty5 6:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty6 Si può osservare che hanno la seguente sintassi:
bacini
Caro diario, giorno 1
Oggi ho deciso di installare Linux. Non si può essere un vero hacker se non si usa Linux, e io voglio essere un vero hacker. Soprattutto per far colpo sulle ragazze. Ho chiesto a quelli che conoscevo ed ho scoperto che Giovanni usa Linux; stranamente ha gli occhiali spessi, è sovrappeso, non si lava molto, non si rade e non conosce nessuna ragazza.
Mi aspettavo qualcuno di più figo, con gli occhiali scuri anche al chiuso e il trench di pelle. Probabilmente si traveste per non dare nell’occhio. Una doppia vita! Che cosa emozionante diventare un hacker. Mi ha consigliato la Debian dicendo che è la “distruzione di Linux” per veri duri. Io sono un duro. Uso il computer da quando ero piccolo; sempre Macintosh, ma quando uno sa usare un computer, li sa usare tutti! Pensa: l’hacker di “Indipendence Day” entrava nel sistema operativo di una nave aliena: figata! Chissà perché si chiama “distruzione di Linux”. Dovrò chiedere. Che nome da duro!
Caro diario, giorno 2
Giovanni mi ha spiegato oggi che la Debian è una DIS-TRI-BU-ZIO-NE di GNU/Linux. Non distruzione… Dice che è molto importante che si dica GNU/Linux, se si dice solo Linux la Microsoft (che dovrei scrivere Micro$oft o Microsuck, non so perché) prenderà il controllo del pianeta, provocherà l’Apocalisse, spegnerà il sole, farà piangere Gesù Bambino e impedirà che ci siano giochi recenti per GNU/Linux. In questo ordine (di importanza). Giovanni dice che GNU vuoi dire “GNU Non è Unix”, però Linux è Unix e Giovanni dice che è da queste contraddizioni apparenti che si capisce chi è un vero hacker. Tutti gli altri sono dei perdenti che si meritano che un Virus spedisca alla nonna pezzi di E-Mail pornografiche scambiate con la morosa. Io non posso essere un perdente perché mia nonna è quadriplegica e non sa usare il computer; oltre tutto, non ho mai avuto la morosa, anche se ho scritto dei racconti un po’ spinti su Kaori della pubblicità del Philadelphia. Sto già diventando un vero hacker.
Caro diario, giorno 3
Ho smesso di fare domande a Giovanni, perché il suo travestimento da non-figo puzza davvero tanto e non riesco a concentrarmi trattenendo il fiato. Chissà dove si procura il suo “odore di ascella non lavata da quindici giorni”, è DAVVERO realistico. Un altro segreto hacker, immagino. Ho comprato una rivista con i CD della Debian. Da questa notte il mondo sarà mio: devo solo installarla, poi sarò un vero hacker. Nella rivista non ci sono donnine nude: un vero hacker si eccita con le immagini dei computer nudi (smontati), o con il “codice sorgente”. Ci ho provato, ma ho ancora molto da imparare.
Caro diario, giorno 4
Non trovo setup.exe nel CD. Sarà rovinato. Domani lo vado a cambiare.
Caro diario, giorno 5
Non c’è il setup.exe! E’ tutto molto semplice: si inserisce il CD a computer spento, si seleziona da BIOS di boot-are (un modo di dire inglese che vuoi dire “stivalare”, ah! gergo hacker!) da CD, e si installa. Facilissimo. Ci ho messo solo 3 ore a capirlo. Ora devo solo scoprire come invocare il BIOS.
Caro diario, giorno 7
Sono fortunato! Il BIOS nel mio computer si invoca semplicemente premendo i tasti CTRL-ALT-SHIFT-CANC-Q-W-E-R-T-Y-1-2-3-4-5 contemporaneamente nei 4 microsecondi in cui avviene il check della memoria. Pensa che nel computer di uno che conosco è possibile invocarlo solo nelle notti di luna nuova, dopo la mezzanotte, se si rimane all’interno d’un pentagramma tracciato per terra col sangue d’un gallo nero. E’ destino che io diventi un hacker.
Caro diario, giorno 8
Sto installando. Ho aspettato 4 ore che comparisse la schermata grafica, ma continuo solo a vedere delle scritte. E non compare la freccetta del mouse. Devo chiedere.
Caro diario, giorno 9
Le scritte andavano lette! Pensa come sono furbi questi hacker, nessuno può usare il LORO GNU/Linux se non sa che le scritte vanno lette. E’ un po’ come una società segreta.
Caro diario, giorno 10
Ieri mentre installavo mi è stato chiesto di “partizionare l’hard-disk”. Ho spinto OK quattro o cinque volte e sono andato avanti. Cosa sono i moduli del kernel? Non so, ne ho scelti alcuni a caso.
Caro diario, giorno 11
In solo una settimana ho fatto partire il sistema. Pare che io abbia cancellato tutto quello che c’era sull’hard disk quando lo ho partizionato, ma non è grave: c’erano solo le mie mail personali degli ultimi 3 anni con tutti gli indirizzi (quando sarò un hacker famoso, si rifaranno vivi tutti) e la copia digitale della dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat che avevo trovato in soffitta della nonna, dopo che è morta (non sono andato al funerale perché stavo installando). Poco male: diventerò un hacker, ed ho la copia cartacea. Non faccio una doccia da quando ho cominciato, ho la barba un po’ lunga e sto solo mangiando pizza e hamburger. Però sto bene.
Caro diario, giorno 12
I moduli del kernel non andavano scelti a caso. Pare che io abbia fatto qualcosa che non va riguardo al modulo per la scheda grafica. Il monitor è esploso. Poco male: ne ho un altro. Nell’incendio è bruciata la copia cartacea della dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat. Non importa, non trattava di Linux. Le mie ferite guariranno in un mese, nessuno farà caso alle cicatrici quando sarò un hacker figo. Ho messo su 4 chili: smaltirò poi, ora non ho tempo.
Caro diario, giorno 14
Ho passato due giorni a scegliere quali programmi installare: l’elenco ne comprende 6739, con nomi di solito senza vocali come ed, amb, brlscnb e mvf fncl; di questi, 1356 sono editor di testo! Pare che servano tutti: gli hacker ne sanno una più del diavolo!
Caro diario, giorno 15
XF86Config ne sa MOLTE più del diavolo. O forse serve ad evocare il diavolo stesso, non ho capito bene.
Caro diario, giorno 20
Finalmente il computer funziona. Meno di tre settimane per sistemarlo: un record di velocità. Ho dovuto saltare le docce per risparmiare tempo, ma non ne ho risentito. Certo, non funziona l’audio, la grafica non va a più di 16 colori a 640*480, il masterizzatore non dà segni di vita e il cursore si teletrasporta da un angolo all’altro dello schermo: ma è proprio dalla capacità di affrontare questi piccoli disagi che si vede il vero hacker. Ora mi connetterò a Internet. Mi hanno detto che gli altri hacker sono sempre molto disponibili verso chi vuole imparare. Sono passati i vicini a chiedere dove era il cadavere. “Quale cadavere” ho chiesto io. “C’è odore di cadavere in decomposizione” hanno risposto. Non capisco. Non sento nessun odore: saranno impazziti? In effetti mi lanciavano delle occhiate poco rassicuranti.
Caro diario, giorno 21
Oggi ho provato a connettermi a Internet. Ho un WinModem. Questo è MALE.
Caro diario, giorno 22
Oggi ho provato a connettermi a Internet. Qualche cosa è andato storto, dal nuovo modem vengono rumori strani e un po’ irati.
Caro diario, giorno 23
I rumori strani erano la voce di un cambogiano che rispondeva alle telefonate. Pare che il suo numero di telefono sia quello usato di default per la connessione a Internet. Ha detto che, se voglio, mi legge ad alta voce il giornale, così mi sento nell’autostrada dell’informazione. Per ora ho declinato. Si chiama Chea Vichea.
Caro diario, giorno 24
Mi sono connesso! Fino a che non esco dal pentagramma di sangue di gallo nero, tutto funziona a meraviglia! Mi chiedo cosa succederà all’alba. Sento degli strani rumori provenire dalla cantina.
Caro diario, giorno 25
Ho mandato delle mail su Internet chiedendo aiuto per capire meglio. Ho scritto sulla mailing list Kernel Dev, mi sembra il posto migliore per trovare degli esperti.
Caro diario, giorno 26
Chi è RTFM? E quando comincerà ad aiutami?
Caro diario, giorno 31 (o forse 52)
Sono stato multato. Pare che sia vietato bruciare i computer in terrazzo. Ho detto che dopo tutto era Capodanno, ma mi hanno spiegato che Capodanno è stato tre settimane fa: devo aver perso il conto dei giorni. Ora che ho eliminato il computer, sto molto meglio. Dopo la terza doccia ho sentito i miei vicini di casa urlare “era ora che riparassero quel tombino, l’aria era proprio irrespirabile!”. Ho comprato un machete per tagliarmi la barba, fino ad ora ho rotto tre rasoi. Domani parto per la Cambogia, ho ritelefonato a Chea Vichea. Mi ha trovato un lavoro come bracciante nelle risaie. Non vedo l’ora di cominciare: ha detto che il computer più vicino è a 5km dal suo villaggio. Basterà?
INTRODUZIONE:
E' sufficiente una discreta manualità, molta buona volontà ed un po' di entusiasmo.
Il costo del progetto si aggira tra i 5 e i 40 mila Euro, a seconda della potenza desiderata.
COSTRUZIONE
- Per prima cosa occorre procurarsi circa 11 kg di plutonio per ordigni presso il vostro fornitore locale.
Non fate affidamento sulle vendite per corrispondenza o tramite internet di residuati bellici sovietici, sono solo scarti il meglio l'ha già comprato Saddam.
Rapinare una centrale nucleare non è raccomandato perché la scomparsa di grandi quantità di plutonio tende ad innervosire gli ingegneri della centrale.
E' preferibile contattare l'organizzazione terroristica locale.
- Resti di polvere di plutonio residui della lavorazione sono un ottimo insetticida, non si spreca nulla!
- Per la conservazione del plutonio usate preferibilmente un contenitore di piombo, ma anche un vecchio barattolo metallico farà allo scopo.
- Costruiamo adesso un contenitore metallico per alloggiare l'ordigno.
Molti oggetti comuni possono essere adattati per questo scopo come per esempio una buca per lettere, un baule o un'auto. - Sistemate il plutonio in due semisfere cave, distanti circa 4 cm.
- Assicurate il tutto con della colla universale.
- Procuratevi adesso circa 20 kg di esplosivo al plastico o di trinitrotoluene (TNT).
La gelignite è molto migliore ma meno malleabile. - Avvolgete il TNT intorno alle semisfere di cui sopra.
Il TNT appare di colore grigio e se non fosse di vostro gradimento lo potrete sempre colorare con della pittura acrilica. - Racchiudete la struttura nel contenitore precedentemente preparato.
Usate una colla potente per assicurare stabilità al tutto e prevenire detonazioni accidentali provocate dalle vibrazioni. - Per detonare l'ordigno procuratevi un radiocomando per aereomodelli.
Con un piccolo sforzo fate in modo che il comando attivi un detonatore commerciale.
Questi detonatori possono essere acquistati al supermercato al reparto elettricità.
E' consigliato l'uso dei "Blast-O-Mactic" perché venduti con vuoto a perdere. - Nascondete adesso il tutto dai bambini e dai vicini di casa.
Il garage non è raccomandato a causa dell'alta umidità e della forte escursione termica.
Gli ordigni nucleari rischiano di esplodere spontaneamente in queste condizioni instabili.
Quindi tutto sommato nascondere la bomba in salotto o sotto il lavandino in cucina sarà l'ideale. - Adesso anche voi possedete un ordigno termonucleare.
Oltre che per spettacoli pirotecnici lo potete anche usare per la difesa nazionale o per festeggiare la vittoria nel Derby.
Libertà sessuale
in italia
negli USA
In Romania
Negli USA 2
In germania
Etichette: funny
Mi sono chiesto perchè le autorità non hanno fatto nulla?perchè si è dovuti arrivare fino a questo punto?
Non essendo stato in grado di darmi una risposta soddisfacente da solo, ho riunito una commissione di superesperti per sciogliere il dilemma.
Il gruppo era composto da me, Al Gore, Gheddafi, il maialino Babe, Nicoletta Orsomando, il clone numero 4B di Shulz, una megattera ed un vaso di petunie.
Dopo alcuni minuti di chiacchere sul tempo in kamkatcha, Nicoletta ha presentato subito il problema ai presenti (tutti invitati con falsa promessa di essere invitati alle nozze tra carla bruni e sarkozy) e le idee sono subito fioccate:
1) Il Vesuvio:
molto probabilmente il governo non ha fatto nulla perchè progettava una risveglio anticipato del vulcano. ciò spiegerebbe anche i 1200 studiosi del CNR che sono stati visti saltare tutti assieme sulla sommità del cratere.
2)I templari.
(non ho ben capito perchè, ma Al insisteva talmente tanto che alla fine l'abbiamo accettata come spiegazione plausibile)
3) uno studio dei paesi arabi sulle proliferazioni di diossina nei cumuli di rifiuti al fine di poterla utilizzare come arma di distruzione di massa
(Gheddafi ha fermamente smentito)
4) Il sacro e insondabile mistero dell universo. oppure un bicchiere di quello buono
(questa è stata chiesta dal vaso di petunie dopo che Babe le aveva versato un bicchiere di nero nel vaso)
La serata si è conclusa con frizzi e lazzi per tutti, con una esilerante imitazione di malgioglio ad opera della megattera e la classica gara di peti tra shulz4B e Babe.
Cmq, per inciso, dopo aver risolto il problema rifiuti a Napoli, DeGennaro è stato precettato dai miei per pensare alla mia macchina...

